Corpo Reale Forestale
Il materiale fotografico che compone il I inventario del fondo di Selvicoltura, redatto negli anni Ottanta del Novecento e noto come “Corpo reale forestale”, è costituito da 529 fotografie montate su cartone rigido che riproducono sistemazioni idraulico-forestali, rimboschimenti, attività dei vivai forestali, edifici di pertinenza del corpo forestale, alberi monumentali.
I numeri da 1 a 485 comprendono materiale che era in deposito presso i locali dell’Istituto di Selvicoltura nella sede di Piazzale delle Cascine, sistemati in ordine alfabetico per Regione, Ripartimento e Comune; i numeri dal 486 in poi sono ritrovamenti successivi ordinati secondo la data di arrivo. Nella stesura dell’inventario non si è tenuto conto delle numerazioni antiche presenti su alcune fotografie.
Sono stampe alla gelatina di bromuro d’argento, di formato prevalente 340x240 mm; tutte le foto sono incollate su cartone rigido, generalmente di 460 x 340 mm. Contestualmente all' inventariazione è stato apposto un timbro a inchiostro nero sul verso di ogni cartone.
La maggior parte delle fotografie riporta nel margine superiore del cartone l'intestazione al Corpo, il Ripartimento, la provincia e il comune nel quale la foto è stata scattata; nel margine inferiore le didascalie che indicano gli interventi effettuati e i soggetti illustrati.
Negli anni 1986-1987 le foto furono condizionate in buste di carta Kraft e di ciascuna fu realizzato un duplicato b/n formato standard 18x24 dallo studio fotografico di Ugo Rimediotti a Firenze. Le copie sono conservate in 11 raccoglitori a fogli mobili in plastica, il negativo è collocato sul retro di ogni copia.
Per le fotografie dalla numero 152 alla 162 le copie Rimediotti sostituiscono gli originali, non pervenuti alla biblioteca.
Solo una parte delle fotografie è datata o databile con un certo margine di sicurezza tra la fine dell'Ottocento e il 1926, anno di soppressione del Corpo Reale forestale. La foto datata più antica è la nr. 483 del 1886, anche se l'analisi storica e le ricerche bibliografiche effettuate fanno supporre che la foto n. 381 risalga al 1880
Il Corpo Reale delle foreste venne istituito con legge n. 277 del 2 giugno 1910 (legge Luzzatti) e successivo Regio decreto 19 febbraio 1911 n. 188. La legge organizzava l’amministrazione forestale con la costituzione della Direzione generale delle foreste, il Consiglio superiore delle acque e foreste e il Corpo reale delle foreste, dipendenti dal Ministero d’agricoltura, industria e commercio. La parte direttiva era affidata al Direttore generale delle foreste, assistito dal Consiglio superiore; la parte esecutiva al Corpo reale forestale, strutturato sul territorio in Compartimenti, Ripartimenti, Distretti e Ispettorati per i servizi speciali. Fra i compiti del Corpo vi erano le sistemazioni idraulico-forestali dei bacini montani in collaborazione con il Genio civile, i rimboschimenti e le attività legate alla Azienda speciale per il Demanio forestale dello Stato, che aveva competenze sulle foreste demaniali inalienabili, istituite con la legge 20 giugno 1871.
La maggior parte delle fotografie ha intestazione al Corpo reale forestale. Almeno in alcuni casi, le foto che ne sono prive potrebbero essere materiale precedente all'Istituzione del Corpo, a dimostrazione di una continuità operativa con gli Ispettorati forestali ripartimentali e distrettuali e i Consorzi di rimboschimento, istituiti con la prima legge forestale dello Stato italiano (legge 20 giugno 1877, n. 3917, nota come legge Maiorana Catalabiano, e suo regolamento attuativo, Regio decreto 10 febbraio 1878 n. 4293).
Le fotografie fungevano da documentazione allegata a progetti e relazioni preventive o di monitoraggio degli interventi effettuati. Le fotografie n. 380-390, ad esempio, documentano vari interventi di rimboschimento del monte Pellegrino, nei pressi di Palermo; altre testimoniano interventi di sistemazione e di stabilizzazione di bacini fluviali, come il corposo gruppo di foto relativo al bacino del Rio Prebéc e ad altri corsi d’acqua piemontesi e valdostani; molte fotografie mostrano, inoltre, interventi sul territorio che hanno avuto un forte impatto sullo sviluppo delle infrastrutture, come il nucleo relativo ai lavori sul bacino del Sele nella zona di Bagnoli Irpino, finalizzati alla realizzazione dell’Acquedotto pugliese.
Si tratta, pertanto, di materiale specialistico, realizzato allo scopo di documentare l’attività del Corpo. Alcune fotografie sono opera di fotografi professionisti (il nome è apposto tramite timbri a secco o a inchiostro, o con semplice firma), ma per la maggior parte del materiale non è stato possibile risalire ad un autore; per alcune immagini, furono gli stessi ispettori forestali ad occuparsi degli scatti. E’ probabile, infatti, che le guardie forestali venissero opportunamente formate all’uso della fotografia, come farebbe pensare la pubblicazione, nel 1886, di un articolo non firmato sulla fotografia applicata ai rimboschimenti, nel quale si auspicava che la nuova tecnica diventasse materia di insegnamento scolastico, come già avveniva in scuole forestali straniere. L’articolo era stato pubblicato proprio nella “Nuova rivista forestale”, il periodico curato dai professori del Regio Istituto forestale di Vallombrosa, dal 1869 l’unica scuola italiana per la formazione del personale forestale. L’interesse per la fotografia all’interno dell’Istituto è confermato anche dalla presenza di un nutrito gruppo di libri di fine Ottocento sulle tecniche fotografiche, incluso attualmente nel cosiddetto “Fondo Vallombrosa”, il fondo librario che comprende una parte dell’originaria biblioteca dell’Istituto di Vallombrosa, conservato oggi presso la Biblioteca di Scienze tecnologiche - sede di Agraria.
Incentivate dalla legge Luzzatti, le fotografie furono anche utilizzate con l’intento di promuovere l’attività del Corpo e di divulgare tematiche legate alla tutela della montagna e dei boschi. Alcune di queste fotografie furono utilizzate negli anni 1911-1912 come illustrazioni in opuscoli curati dal Touring Club Italiano e più tardi, nel 1918, in una pubblicazione del Prof. Federico Sacco, il cui nome, a matita, compare su diversi cartoni delle fotografie. Alcune di queste hanno anche le indicazioni per lo zincografo sui tagli da effettuare per la stampa. Nel materiale relativo al Ripartimento de L’Aquila, copie delle stesse fotografie sono montate su cartoni che differiscono per una diversa elaborazione grafica: le foto con le cornici più complesse e raffinate sono con ogni probabilità quelle presentate all’Esposizione di Milano del 1906, quando una giuria internazionale premiò con la medaglia d’oro il Comitato forestale dell’Aquila, per i lavori di rimboschimento in atto nella provincia. All’Esposizione internazionale di Torino del 1911, invece, furono esposte le foto relative alla sistemazione dei bacini fluviali veneti.
La datazione di tutto il materiale si colloca fra la fine dell’Ottocento e il 1926, anno in cui il Corpo Reale fu sostituito dalla Milizia nazionale forestale. Per la maggior parte, le foto non sono databili con precisione, ma risultano collocabili nel primo quarto del Novecento, anche se ve ne sono di più antiche, probabilmente a partire dal 1880.
Non è noto come siano giunte all’Istituto di Selvicoltura; si è ipotizzato che possano essere state acquistate da docenti di idraulica per la didattica, ma è probabile che invece siano state raccolte dal prof. Giuseppe Di Tella, Ispettore di prima classe nell’amministrazione forestale, in seguito docente a Vallombrosa e a Firenze di Dendrometria e Assestamento forestale. Si osserva, infatti, una singolare coincidenza fra i luoghi nei quali il Di Tella svolse la propria carriera di Ispettore forestale e le località maggiormente rappresentate nelle fotografie (Bagnoli Irpino, Piemonte).
Le fotografie, piuttosto omogenee per formato, tecnica e soggetti, documentano l’attività del Corpo Reale Forestale in 15 regioni italiane. L’attuale ordinamento geografico deriva dall’intervento di recupero che i docenti Alessandra Zanzi Sulli e Pietro Piussi operarono negli anni Ottanta nell’ambito di un rinnovato interesse nei confronti della storia della tecnica e della scienza forestale, maturato già a partire dalla fine degli anni Cinquanta. L’intervento permise anche di sottrarre il materiale allo stato di incuria in cui versava, accantonato in un deposito della sede delle Cascine.
La raccolta è pervenuta alla Biblioteca di Scienze tecnologiche - Sede di Agraria dell’Università di Firenze nel febbraio del 2021
Il materiale fotografico relativo al Corpo reale forestale era disposto verticalmente in scatole di cartone. Una volta digitalizzate e catalogate nel 2022 le fotografie sono state riposte in orizzontale in nuove scatole certificate per la conservazione di materiale fotografico e spostate in un ambiente adibito a fototeca.
Nel 2022 è stata ritrovata un'ulteriore fotografia intestata al Corpo reale forestale, che è stata aggiunta alla raccolta e inventariata con il numero progressivo 541.
