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Lastre francesi

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Type
raccolta
Parent
Istituto di Selvicoltura  
Description

La raccolta comprende le prime 195 lastre in vetro del terzo inventario del fondo di Selvicoltura dell’Università di Firenze, redatto tra il 1985 e il 1986, e una serie di 119 lastre pervenuta alla Biblioteca nel 2023, inventariata ex novo ed inclusa nella raccolta come serie ‘Addenda’, per l’evidente affinità del materiale con le lastre già inventariate. L’intitolazione della raccolta rispecchia la denominazione attribuitale dai curatori dell’inventario degli anni Ottanta, per via della provenienza del materiale. Le lastre sono realizzate con la tecnica dell’impressione su gelatina al bromuro d’argento e sono di misura uniforme 85x100 mm.

Nella redazione dell'inventario degli anni Ottanta le lastre sono state numerate senza tener conto delle numerazioni precedenti apposte sulle stesse e senza seguire un criterio preciso, se non una certa uniformità di contenuti, categorizzati secondo il sistema di classificazione Oxford. Per la serie Addenda, l’inventario è stato redatto tenendo conto della numerazione apposta sulle lastre con un pennarello rosso, presente anche sulle altre lastre della raccolta e che potrebbe rispecchiare un criterio di ordinamento funzionale alla didattica e, quindi, interno all’Istituto. È possibile individuare alcuni nuclei omogenei: le lastre nn.152-170 dell’inv. III e la n. 101 del III bis derivano dal Servizio forestale d’Algeria, in particolare dalle fotografie realizzate da Charles Kuss, conservatore forestale in Algeria dal 1903 al 1910; le nn.171-195, invece, sono riproduzioni di stampe di alberi monumentali, alcune realizzate dalla casa editrice Boivin et Cie, altre estratte dalla rivista francese La Nature. Oltre a queste sezioni, è possibile individuare in entrambi gli inventari un insieme di lastre riportanti l’etichetta con la dicitura “Collection Fron”, che sono state raccolte dall’ispettore forestale Albert Fron per la casa produttrice Radiguet et Massiot.

Le vicende societarie di quest’ultima forniscono un supporto per la datazione: poiché la società Radiguet et Massiot fu fondata nel 1899 e le lastre presentano un’etichetta con questa nomenclatura, è ragionevole pensare che siano state pubblicate a partire da questa data. Un’apparente eccezione è la lastra n.18 dell’inv.III, che riporta solo l’intestazione Molteni, azienda che fu acquisita dalla Radiguet et Massiot nel 1899; il titolo, tuttavia, permette di datarla al 1910. Il 1910 è stato scelto come limite massimo della datazione in base ad un’analisi storico-stilistica che trova riscontri bibliografici: sappiamo, infatti, che intorno a questa data Massiot rimase solo al comando dell’azienda produttrice di lastre, dopo la morte prematura del suocero Radiguet, circostanza che comportò un cambiamento nel nome dell’azienda; inoltre, i cataloghi e gli opuscoli di accompagnamento in cui sono state rintracciate alcune lastre della collezione non superano il 1910.

Gli scatti originali possono essere stati realizzati anche diversi anni prima rispetto alla pubblicazione delle diapositive corrispondenti. Inoltre, le lastre possono essere state pubblicate più volte in serie diverse, come testimoniano alcuni doppioni riportanti sulle etichette numeri di serie diversi (ad es. le nn. 21 e 22 dell’inv. III). E’ possibile definire un intervallo più preciso solo in alcuni casi: per il nucleo del Servizio Forestale d’Algeria si può supporre che le lastre firmate Charles Kuss siano state realizzate negli anni del suo mandato in Algeria, tra il 1903 ed il 1910; alcune lastre della Collection Fron sono state datate tra il 1904 ed il 1910, perché probabilmente derivanti da scatti dello stesso Fron durante la sua missione in Germania e Svizzera nel 1904; le stampe riprese dall’editore Boivin, sono state datate a partire dal 1906, anno di nascita della casa editrice, che subito attribuisce alla Radiguet et Massiot l’esclusiva sulla riproduzione delle immagini.

History

A partire dagli anni Sessanta dell’Ottocento, i progressi della tecnica fotografica e la nascita dei primi proiettori luminosi consentono l’utilizzo di immagini impresse su lastre in vetro per la proiezione durante lezioni accademiche o in occasione di conferenze sia di carattere tecnico che divulgativo, come ad esempio le conferenze popolari destinate all’istruzione degli adulti. Questo processo si interseca con l’utilizzo della fotografia per documentare interventi tecnici o l’evoluzione di determinati fenomeni. In ambito forestale la Francia, interessata da importanti interventi legislativi sulla gestione forestale sin dalla metà dell’Ottocento, intuisce prontamente l’utilità del mezzo fotografico e prevede un’apposita formazione per gli ispettori forestali, capaci di realizzare e sviluppare autonomamente fotografie. Alcuni di essi, convinti della necessità di divulgare il più possibile i risultati della ricerca sul campo per sviluppare nella coscienza collettiva rispetto e consapevolezza nella gestione e nello sfruttamento delle risorse forestali, stipulano accordi con i principali produttori di lastre e proiettori allo scopo di diffondere le immagini realizzate in origine per esigenze di servizio. É il caso di Albert Fron, ispettore forestale, che affida ai produttori Radiguet et Massiot non solo gli scatti di cui è autore, ma anche quelli di amici e colleghi, curando la pubblicazione di serie su soggetti specifici, accompagnate da libretti esplicativi. Molte di queste vengono consegnate al Musée Pédagogique, oggi Musée Nationale de l’Education, che in quegli anni offriva un servizio di distribuzione e “prestito” di collezioni di lastre a docenti e conferenzieri (il museo attiva il Service des projections lumineuses già nel 1895). Ben 113 lastre sono riconducibili alle serie curate da Fron, come si evince dall’etichetta apposta sulle stesse e dai libretti esplicativi firmati dall’ispettore francese. E’ da menzionare anche il nucleo di lastre del Servizio forestale di Algeria (n.153-170), per le quali conosciamo anche l’autore della fotografia originaria, indicato su etichetta, Charles Kuss. Nella serie Addenda, invece, sono presenti anche alcune lastre riconducibili ad altre serie curate da esperti dell’epoca, Gaston de la Barre e Gustave Tallent.

In Italia, l’utilizzo delle proiezioni fisse a scopo didattico matura con qualche decennio di ritardo: i primi consorzi e società di distribuzione di lastre per proiettori risalgono solo agli anni Dieci. I docenti dell’Istituto di Selvicoltura potevano quindi trovare solo nel mercato francese una vasta gamma di soggetti per coprire le proprie esigenze didattiche. Non è possibile ricostruire con esattezza quando e da chi le lastre furono acquisite, ma è probabile che siano giunte all’Istituto di selvicoltura tramite il Prof. Aldo Pavari, docente di Selvicoltura presso la Facoltà Agraria e Forestale di Firenze.

URL
https://improntedigitali.unifi.it/handle/20.500.14381/4092
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