Pavari Aldo
La "raccolta Pavari" è un nucleo del terzo inventario del fondo di Selvicoltura dell’Università di Firenze, redatto tra il 1985 e il 1986. La raccolta comprende 282 lastre e stereoscopie, delle quali 250 sono pervenute alla Biblioteca di Scienze Tecnologiche - Sede di Agraria.
Il materiale è stato inserito in inventario subito dopo la raccolta delle "lastre francesi", a partire dal numero 197. La lastra n.196, erroneamente inventariata come parte del nucleo francese, in realtà se ne discosta per il formato e per l’assenza delle etichette commerciali che nelle lastre precedenti denotano chiaramente la produzione francese; in mancanza di altri riferimenti, è stata inserita per continuità nella raccolta Pavari.
Le lastre singole sono 196, di cui 128 negativi e 68 positivi; i positivi hanno tutti formato 80x100 mm, mentre i negativi hanno prevalentemente formato 90x120 o 120x90 mm, tranne le lastre 408-418, di misura 130x180. Queste ultime sono accompagnate dalla corrispondente stampa fotografica su carta.
Le 54 stereoscopie si dividono in 28 negativi e 26 positivi, tutti di dimensione 90x180.
La datazione corrisponde ad un arco temporale che va dal gennaio 1914 al giugno 1915 e si ricava per la maggior parte delle lastre dalle etichette manoscritte apposte sulle stesse; per le lastre non datate, è desumibile dal contesto.
La sezione del terzo inventario che comprende lastre e stereoscopie dalla n.197 alla n.466 è stata definita, in sede di recupero e catalogazione, "Raccolta Pavari". Non ci sono attestazioni anteriori relative a questo o altro tipo di denominazione, ma l'omogeneità di contenuto e la prevalenza di materiale certamente attribuibile al Prof. Aldo Pavari, sia come indicato sulle etichette manoscritte, sia come evidenziato dall'inventario, ne ha suggerito l'adozione.
Aldo Pavari compie i suoi studi presso la Scuola superiore di agricoltura di Milano e si specializza presso l'Accademia forestale di Tharandt, in Sassonia, prestigiosa istituzione considerata la prima scuola forestale d'Europa. A Tharandt Pavari recepisce i principi della selvicoltura tedesca, improntata ad una gestione razionale e sistematica delle foreste, che combinava obiettivi economici e attenzione alla stabilità ecologica dell'ecosistema boschivo. Tornato in Italia, Pavari entra nell'amministrazione forestale e tra il 1914 ed il 1915 è assistente alla cattedra di Selvicoltura e tecnologia del Regio Istituto superiore forestale nazionale.
Gli scatti di questa raccolta documentano l'attività di osservazione e studio sul campo che Aldo Pavari condusse tra il gennaio 1914 e il giugno 1915 in diverse aree del Nord Italia e della Sardegna. Sebbene non tutte le fotografie siano state realizzate da lui – alcune appartengono a colleghi e collaboratori dell'Istituto Forestale di Firenze, come Giacomo Cecconi e Manfredi de Horatiis – l'intera raccolta presenta caratteristiche omogenee sia per i soggetti raffigurati sia per le caratteristiche materiali.
La maggior parte delle lastre è costituita da negativi, con bordi grezzi e privi di rivestimenti protettivi, né è presente un secondo vetro di protezione, come invece avveniva per le lastre commerciali. Questi aspetti suggeriscono che il materiale fosse raccolto da Pavari principalmente a supporto dei suoi studi. Alcune immagini, infatti, furono inserite nelle sue pubblicazioni, come nel caso della lastra n. 410.
Sul piano contenutistico, la collezione anticipa molti degli aspetti centrali della ricerca di Pavari: le tecniche di rimboschimento, lo studio di specie vegetali legate alla sua classificazione delle fasce fitoclimatiche – come il larice e il castagno – e l'analisi di diverse specie esotiche rintracciate in vari contesti italiani. Molti esemplari di specie esotiche rappresentati in queste immagini saranno poi citati e descritti nella sua opera "Studio preliminare sulla coltura di specie forestali esotiche in Italia", a conferma del valore documentario di questa raccolta.
La "Raccolta Pavari" rappresenta dunque una testimonianza preziosa non solo del lavoro pionieristico di Pavari, ma anche del più ampio contesto della ricerca forestale in Italia nei primi decenni del Novecento. Oltre a fornire un supporto diretto ai suoi studi, queste immagini permettono di ricostruire le basi della selvicoltura scientifica italiana, evidenziando l'evoluzione delle tecniche e degli approcci alla gestione del patrimonio forestale.
Gran parte della raccolta è pervenuta alla Biblioteca di Scienze tecnologiche - Sede di Agraria dell'Università di Firenze nel febbraio del 2021, insieme ad altro materiale fotografico dell'Istituto di Selvicoltura. In una fase successiva la biblioteca ha ricevuto un visore stereoscopico all'interno del quale erano posizionate 26 stereoscopie comprese tra i nn.431-466 dell'inventario.
Appena entrata in possesso del materiale, la biblioteca di Scienze Tecnologiche ha provveduto alla digitalizzazione degli originali in formato TIFF a 1200 dpi per il recto per le stampe su carta, 600 dpi per il verso e per i pergamini, con scanner Epson perfection V750 PRO.
Le lastre recuperate nel 2021 erano disposte in buste di plastica all'interno di contenitori ad anelli, quasi tutte avvolte nel pergamino originale.
Le lastre sono state ripulite meccanicamente e disposte in orizzontale in nuovi contenitori certificati, così come i pergamini originali, avvolti da buste a 4 falde in carta acid free.
Tutto il materiale è stato spostato in un nuovo ambiente nella sede della Palazzina Reale delle Cascine adibito a fototeca.
A seguito della digitalizzazione, si è provveduto al riconoscimento delle tecniche utilizzate e all'identificazione di altri docenti e forestali, oltre al Pavari, i cui nomi sono riportati sulle etichette manoscritte apposte sulle lastre; infine, le lastre sono state catalogate in singole schede.
