1: Art. 1-41 [Il Codice penale toscano illustrato sulla scorta delle fonti del diritto e della giurisprudenza]
Author
Editor
Pistoia : Cino
Date Issued
1855
Format
XXXIV, 366 p. ; 24 cm.
Is part of
Il Codice penale toscano illustrato sulla scorta delle fonti del diritto e della giurisprudenza
Digital Collection
Type of Item
Testo a stampa
Item identifier
FER0128509
Inventory Number
877968-10
Shelfmark
Scienze sociali: GI C 8 035
License
CC BY-NC-SA
Holder
Università degli Studi di Firenze - Sistema Bibliotecario di Ateneo
Language
Italiano
Abstract
Il Codice penale toscano, varato nel 1853, evoluzione del Codice Leopoldino del 1786, rappresenta il corpo di leggi penali più avanzato tra gli stati preunitari. Pur non abolendo la pena di morte, costituisce un passaggio intermedio verso la formulazione del primo Codice unitario: consolida infatti i principi di umanizzazione del diritto e introduce un regolamento carcerario mirato alla rieducazione dei detenuti. Dopo l’Unità d’Italia, i penalisti toscani - caso unico in Italia - si rifiutano di adeguarsi al Codice penale sabaudo e continuano ad applicare il Codice del 1853. Solo nel 1889 Giuseppe Zanardelli, ministro della giustizia, accogliendo molti aspetti del codice toscano, riuscirà finalmente a unificare la legislazione penale italiana con il nuovo Codice, che tra l’altro abolirà la pena di morte e introdurrà una sia pur limitata libertà di sciopero.
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Name
ITFI0597_FER0128509_0001.jpg
Size
1.46 MB
Format
JPEG
Checksum (MD5)
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