Il percorso espositivo offre uno sguardo unico e approfondito sull'evoluzione dell'intervento umano sul paesaggio, snodandosi attraverso la preziosa collezione fotografica conservata presso la sede di Agraria della Biblioteca di Scienze tecnologiche e proveniente dal Dipartimento di Selvicoltura.
Sia le fotografie realizzate dal Corpo Reale Forestale, ente preposto alla gestione e alla tutela del patrimonio forestale dello Stato, sia le Lastre francesi, così chiamate per la loro provenienza e acquistate con ogni probabilità dai docenti di Selvicoltura per la didattica, sono ora confluite nel patrimonio dell’Università fiorentina.
Questo corpus di immagini pone l'accento sul lavoro e sui mestieri tradizionalmente legati alla terra e alla natura e costituisce una memoria storica e una fonte primaria per storici, geografi e ambientalisti, documentando i macchinari, le tecniche di lavoro e gli abiti professionali di un'epoca ormai passata.
Le fotografie coprono un periodo storico cruciale, compreso tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento, un'epoca di grandi cambiamenti nelle pratiche agricole e forestali. Il percorso rivela inoltre come la fotografia, nata come mezzo di registrazione, sia stata strategicamente impiegata, su esempio francese, come documento scientifico per studiare e insegnare l'interazione tra l'uomo e la natura.
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Macchina per tornire i tappi
La lastra fa parte della serie 176, intitolata "Industrie du Liège" curata da Gustav Tallent, delle Projections Molteni, Radiguet & Massiot. Riproduce un'immagine dal giornale La Nature.
(Istituto di Selvicoltura, Lastre francesi, Addenda, 116)