Rodolico, Francesco <1905-1988>
Figlio del grande storico Niccolò Rodolico, cresce in un ambiente familiare e culturale stimolante. Consegue la laurea in Chimica a Firenze nel 1927. Si perfeziona a Friburgo. Subito dopo inizia la carriera universitaria come assistente di Pietro Aloisi nella cattedra di Mineralogia a Firenze. Nel 1941 è nominato direttore dell’Istituto di Mineralogia dell’Università di Messina. Nell’immediato dopoguerra si trasferisce all’Università di Modena poi a quella di Firenze dove presso la Facoltà di Architettura insegna Mineralogia dal 1948 al 1975. Rodolico ha sempre collegato la cultura scientifica con quella umanistica. Ha coltivato con passione interessi di storia, di arti figurative, di letteratura, di linguistica. Dal suo lungo impegno scientifico – gran conoscitore e degno erede della tradizione dei naturalisti del Settecento, primo fra tutti il Targioni-Tozzetti – e anche dall’esperienza maturata nella formazione degli allievi architetti è nato il volume Le pietre delle città d’Italia (Le Monnier, Firenze 1953), la cui stesura è iniziata nel 1946, ancora oggi insuperato testo di riferimento per la comprensione e lo studio del ruolo dei materiali lapidei nella storia dell’architettura, della città e del territorio. Il rapporto tra paesaggio naturale e paesaggio antropizzato è al centro dello studio pubblicato nel volume Il paesaggio fiorentino (Le Monnier, Firenze 1959), anch’esso contributo originale di altissimo livello. Del 1976 è il saggio elaborato con l’amico Guido Carobbi, I minerali della Toscana, saggio di mineralogia regionale (Accademia La Colombaria, Firenze 1976), che approfondisce i rapporti fra mineralogia, petrografia, geochimica e scienza dei giacimenti.” (Cfr. G. Fanelli L’archivio fotografico di un grande naturalista petrografo, Francesco Rodolico in Fotografia e fotografi: architettura, città e territorio a cura di Giovanni Fanelli e Gabriella Orefice Roma : Edizioni Kappa, stampa 2006, p. 36).
Negli anni fiorentini, per Rodolico fu molto importante il dialogo con i colleghi, sia docenti della facoltà di architettura (fra cui Alfredo Barbacci, Giusta Nicco Fasola e Adalberto Libera), che docenti di altre facoltà, come Guido Carobbi. Significativo fu anche l’incontro con l’ingegnere e architetto Piero Sanpaolesi (autore, nel 1941, di un fondamentale studio sulla cupola di S. Maria del Fiore), titolare della cattedra di Restauro dei monumenti, la cui influenza è riscontrabile nell’edizione definitiva delle Pietre delle città d’Italia (1965). Dopo il pensionamento Rodolico continuò a lavorare intensamente, pubblicando anche pagine di ricordi della sua vita e dell’ambiente culturale in cui visse (Qualche ricordo alla rinfusa, 1977).
Vedi la voce Rodolico Francesco nell'Enciclopedia Treccani
