Spini, Giorgio, storico (Firenze 1916 - Firenze 2006)
Nacque a Firenze il 23 settembre 1916, da Rodolfo, di confessione valdese, e da Isolina Mascagni, cattolica.
In giovinezza partecipò alla vita della comunità valdese, maturando una vocazione allo studio nutrita di istanze religiose e di un antifascismo «profondo e viscerale» (G. Spini, La strada della Liberazione. Dalla riscoperta di Calvino al Fronte della VIII Armata, a cura di V. Spini, Torino 2002, p. 303). […]
Si iscrisse nel 1933 all’Università di Firenze, ma, come ricorderà più tardi, «dei professori di storia che ho avuto all’Università non ne ricordo nessuno che abbia avuto un’incidenza nella mia vita» (Considerazioni conclusive, in Tradizione protestante e ricerca storica: l’impegno intellettuale di Giorgio Spini, a cura di A.E. Baldini - M. Firpo, Firenze 1998, p. 109); ben diversa, invece, l’influenza di Ernesto Bonaiuti, del quale «ascoltavo commosso le lezioni [...]. In materia di storia ho imparato più da questo prete cattolico modernista che da ogni altro» (ibid.) […]
Al centro della riflessione dello studente Spini erano comunque la storia e il ruolo della minoranza protestante nel contesto dell’Italia fascista, più che i temi di storia della Toscana di Cosimo I, che pure discusse, nel 1937, per la tesi di laurea, sostenuta con Niccolò Rodolico […].
Chiamato alle armi nel giugno del 1941, l’8 settembre 1943 lo colse ricoverato presso l’ospedale militare nelle Valli Valdesi. Già membro, dal 1942, del Partito d’azione, decise di passare le linee tedesche e di raggiungere a Bari l’esercito regio. Congedato per le sue posizioni politiche dall’esercito, entrato in rapporti con il comando inglese, lavorò a Radio Bari, dalla quale parlò sotto la copertura di un nome falso, Valdo Gigli, e con questo nome firmò, tra il 1944 e il 1945, molti articoli di attualità politica su L’Italia del popolo, il Corriere del mattino e La Nazione del popolo. Riammesso nell’esercito italiano fu aggregato allo Psychological warfare branch combat team dell’8ª armata britannica e partecipò alla campagna d’Italia fino al congedo, a maggio del 1945. Nell’aprile dello stesso anno sposò Anna Petrucci, figlia del pastore metodista di Firenze, con la quale ebbe tre figli: Valdo, Daniele e Debora. A Firenze tornò a un’intensa attività di pubblicista (G. Spini, Lo storico e la politica: scritti giornalistici, 1945-1961, a cura di M. Bianchi, Firenze 2007). Nel 1947 vinse il bando per un posto di allievo alla Scuola storica, diretta da Federico Chabod presso l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea […]
Negli anni della Scuola storica, più che nel progetto di ricerca, si impegnò nella scrittura di un manuale scolastico: il Disegno storico della civiltà italiana per i licei classici, scientifici e magistrali (I-III, Firenze 1947-1949, testi destinati a essere ristampati più volte). Manuali, questi, la cui redazione si intrecciava con una costante riflessione storiografica, spesso ospitata in riviste dal deciso carattere militante […]
Fu professore di storia moderna, dal 1952, all’Università di Messina e poi, dal 1960, all’Università di Firenze. Per tutti gli anni Cinquanta e Sessanta furono comunque centrali la scrittura o la riedizione di manuali scolastici, a testimonianza di un impegno storiografico e più ancora civile che appartenne a tutta una generazione di storici, passati per le tragiche vicende degli ultimi anni del regime fascista, della guerra e della Resistenza e approdati o tornati agli studi con la piena consapevolezza della funzione civile e politica degli storici chiamati, come aveva ricordato Adolfo Omodeo nel 1944, a «togliere dalla scuola ogni traccia del triste ventennio, avvilimento e asservimento della cultura a volgari e angusti concetti» (A. Omodeo, Libertà e storia: scritti e discorsi politici, Torino 1960, p. 517).
[ dai suoi studi ] si ricava la dimensione civile e politica della figura di Spini, della sua passione per la democrazia e per il socialismo, che si è tradotta in una partecipazione alla vita politica repubblicana: dapprima in raggruppamenti che intendevano difendere i valori del Partito d’azione, anche dopo il suo scioglimento, e in un deciso impegno nelle elezioni del 1953 contro la legge elettorale maggioritaria; e dal 1957 nel Partito socialista italiano (PSI), collaborando alla sezione Scuola e Università a sostegno della riforma della scuola media unica. Dal 1975 al 1990 fu consigliere comunale a Fiesole, suo luogo di residenza, eletto nelle liste del PSI. Nel 1976 partecipò alla fondazione dell’Istituto socialista di studi storici, di cui fu anche presidente. Predicatore laico, fu membro della Tavola valdese e partecipò, negli anni del governo guidato da Bettino Craxi, alla stesura delle Intese con le chiese protestanti.
Morì a a Firenze il 14 gennaio 2006.
La biblioteca di Spini è stata donata dagli eredi alla Biblioteca comunale di Aulla (Massa-Carrara).
Fonti e Bibl.: Per la bibliografia si veda la Bibliografia degli scritti di G. S., Firenze 2007. Manca a oggi un’esauriente valutazione della sua opera nel contesto della storiografia italiana. Ancora validi i contributi critici raccolti in Tradizione protestante e ricerca storica. L’impegno intellettuale di G. S., a cura di A.E. Baldini - M. Firpo, Firenze 199.
Notizie tratte dal Dizionario biografico degli italiani (voce: Spini, Giorgio, a cura di Marcello Verga): http://www.treccani.it/enciclopedia/giorgio-spini_%28Dizionario-Biografico%29/
Si veda anche il documentario a lui dedicato, nel centenario della nascita, nel programma televisivo "Protestantesimo" nel novembre 2016, con testimonianze di chi lo ha conosciuto e immagini d'epoca.
Ed inoltre: https://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Spini
