Agostino di Duccio
Agostino di Duccio (Firenze, 1418 - Perugia, ca.1481) è stato uno scultore italiano. La sua formazione avvenne a contatto con Donatello e Michelozzo durante i lavori del pulpito del Duomo di Prato.
Nel 1441 venne accusato di furto di materiali preziosi e bandito dalla sua città natale. Rifugiatosi a Modena, nel 1442 eseguì l'altare di San Geminiano per il duomo di Modena.
A Rimini dal 1449 al 1457 fu impegnato come progettista e, parzialmente, come esecutore della decorazione a rilievi dell'interno del Tempio malatestiano.
Nel 1454 eseguì il portale in noce della Biblioteca Malatestiana di Cesena.
Nel 1454-1455 eseguì per il santuario di Santa Maria delle Grazie di Fornò, presso Forlì, una Madonna col Bambino, statua di 174 cm, ora conservata nel Palazzo Vescovile di Forlì. Nella collocazione originale, sulla facciata esterna del Santuario, è attualmente visibile una copia.
Allo stesso periodo della Madonna col Bambino, ma con datazione incerta, risale la Santissima Trinità adorata da Pietro Bianco, bassorilievo in marmo con un impianto simile a quello della Trinità di Masaccio, eseguito per lo stesso Santuario e conservata al suo interno.
Tra il 1457 e il 1462 eseguì la facciata marmorea dell'oratorio di San Bernardino a Perugia.
Tra il 1463 e il 1470 realizzò opere soprattutto per Firenze. Tra il 1464 e il 1469 eseguì la cosiddetta Madonna d'Auvillers per Piero de' Medici detto il Gottoso, ora conservata al Louvre.
Del 1473 è il progetto per la porta di San Pietro a Perugia con triplo arco, ispirata all'Alberti.
Del 1477 è la tomba Geraldini nel Duomo di Amelia, con ampia partecipazione di aiuti.
