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Jacopo della Quercia

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Della Quercia, Jacopo: forma principale
Biography

Nato a Siena, probabilmente tra il 1371 e il 1374, da padre orafo e intagliatore di legno, chiamato Piero d'Angelo (o d'Agnolo) di Guarnieri, e da una certa Maddalena.
Intorno al 1386 si trasferì con la famiglia a Lucca dove forse fu messo a bottega presso lo scultore Antonio Pardini. Nel 1394 scappò dalla città per aver picchiato a sangue un cittadino lucchese. Tuttavia questa circostanza non compromise le relazioni di Jacopo della Quercia col mercato artistico lucchese, grazie ai suoi rapporti personali con il Signore di Lucca Paolo Guinigi e ai buoni uffici del Comune di Siena.
Nel 1401 partecipò al concorso per la porta nord del Battistero fiorentino, ma la sua formella di prova non si è conservata. Dopo alcuni lavori minori al Duomo di Santa Maria del Fiore si allontanò dall'ambiente fiorentino.
Nel settembre 1403 fu a Ferrara per eseguire nel Duomo la marmorea Madonna della Melagrana, commissionata per Virgilio Silvestri e terminata nel 1408.
Tra il 1406 e il 1407 realizzò quella che sarà la più celebre opera dell'artista, ovvero il monumento funebre di Ilaria del Carretto nella cattedrale di San Martino a Lucca, commissionato dal marito della stessa, Paolo Guinigi, divenuto signore di Lucca nel 1405.
Nel 1409 gli venne commissionata la Fonte Gaia in piazza del Campo a Siena, a cui lavorò dal 1414 fino al 1419.
Del 1421 è il gruppo ligneo con l'Annunciazione, realizzato per la Collegiata di San Gimignano.
Per la cappella della famiglia Trenta della basilica di San Frediano a Lucca, eseguì, nel 1416, alcune tombe terragne e il polittico scolpito (1422).
Tra il 1425 e il 1427 scolpì il rilievo con l'Annuncio a Zaccaria e cinque profeti e il San Giovanni Battista per il Fonte battesimale di Siena.
Dal 1425 al 1434 lavorò alla decorazione della Porta Magna della basilica di San Petronio a Bologna. I rilievi desteranno ammirazione in Michelangelo in soggiorno a Bologna e li prenderà come modello per alcune figure nella Cappella Sistina a Roma, evidente confrontando la formella di Jacopo con la Creazione di Eva nella volta.
Nel 1435 lavorò al monumento funebre di Anton Galeazzo Bentivoglio nella chiesa di San Giacomo Maggiore a Bologna e a Siena terminò la lunetta per il cardinale di San Marcello, Antonio Casini.
Morì a Siena nel 1438 e fu ivi sepolto nella chiesa di Sant'Agostino.

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