Iura Propria
Nel corso del Medioevo in buona parte dell'Europa occidentale le diverse comunità (città, castelli, corporazioni, confraternite e molte altre istituzioni) definirono i propri ordinamenti e le proprie regole di convivenza civile attraverso gli iura propria, gli statuti, rivendicando una propria autonomia rispetto allo ius commune, ovvero il Corpus iuris civilis dell'imperatore Giustiniano, riscoperto e riportato in vita da glossatori e commentatori.
Gli statuti dei Comuni medievali rimasero formalmente in vigore fino all'età napoleonica; nel Granducato di Toscana gli statuti criminali furono in parte superati con le riforme leopoldine del 1786 e anche le altre disposizioni restarono spesso inapplicate ben prima della loro ufficiale abrogazione.
Il percorso ripropone alcuni esemplari della collezione digitalizzata di statuti manoscritti e a stampa presenti nel Fondo del Collegio degli avvocati di Firenze della Biblioteca di Scienze Sociali; a questi si affianca inoltre il manoscritto dello Statuto di Firenze del fondo antico della Biblioteca Biomedica. Si tratta di copie di documenti di età medievale o moderna realizzate tra i secoli XV e XIX alcune con fitte annotazioni marginali di più mani.
Gli statuti dei Comuni medievali rimasero formalmente in vigore fino all'età napoleonica; nel Granducato di Toscana gli statuti criminali furono in parte superati con le riforme leopoldine del 1786 e anche le altre disposizioni restarono spesso inapplicate ben prima della loro ufficiale abrogazione.
Il percorso ripropone alcuni esemplari della collezione digitalizzata di statuti manoscritti e a stampa presenti nel Fondo del Collegio degli avvocati di Firenze della Biblioteca di Scienze Sociali; a questi si affianca inoltre il manoscritto dello Statuto di Firenze del fondo antico della Biblioteca Biomedica. Si tratta di copie di documenti di età medievale o moderna realizzate tra i secoli XV e XIX alcune con fitte annotazioni marginali di più mani.
