Soggetti architettonici
La serie comprende la sezione delle immagini architettoniche. Ogni busta contiene uno o più negativi e talvolta fotografie e/o provini di stampa per contatto dai negativi. La datazione dei negativi si deduce dal formato utilizzato: il 40x60 mm fino alla fine degli anni Quaranta, il 24x36 mm successivamente. Alcune fotografie (poche) riportano la data manoscritta sul retro: le date rilevate si riferiscono tutte agli anni Cinquanta-Sessanta.
La sezione non era stata numerata dall’autore: le 346 buste sono state numerate in ordine progressivo dal prof. Gianluca Belli nella prima descrizione del fondo fotografico (Cfr. G. Fanelli, "L’archivio fotografico di un grande naturalista petrografo, Francesco Rodolico" in "Fotografia e fotografi: architettura, città e territorio", a cura di Giovanni Fanelli e Gabriella Orefice, Roma, Edizioni Kappa, stampa 2006, pp. 16-23). In fase di inventariazione sono state create 346 unità archivistiche, mantenendo parzialmente la numerazione attribuita dal Prof. Belli.
La serie è divisa in trenta sottoserie: venti sono dedicate alle regioni italiane (mancano solo Val d'Aosta, Molise e Sardegna) e dieci ad alcune nazioni europee. Tra le sottoserie, la più documentata è quella sulla Toscana, che comprende ben 92 unità archivistiche; seguono il Veneto con 44 unità, il Lazio e l'Umbria con 39 e 32 unità rispettivamente.
Alcune delle immagini di questa serie furono pubblicate nel volume "Le pietre delle città d’Italia" già nella prima edizione del 1953 (vedi UA 19, 68, 91, 153, 193, 261, 273, 282, 326).
Lo stile fotografico di Rodolico è così descritto da G. Fanelli: “Nelle fotografie di architettura Rodolico raramente riprende l’intero edificio, prevalgono nettamente i dettagli, quali portali, finestre, cancellate, balaustre, pavimentazioni, pozzi, fontane, balconi, rilievi decorativi, particolari dell’apparecchiatura muraria o della decorazione … Nelle fotografie di superfici la veduta per lo più non è frontale, ma leggermente di scorcio per evidenziare i dettagli e i passaggi di piano” (Cfr. G. Fanelli, "L’archivio fotografico di un grande naturalista petrografo", cit., p. 14).
