Pavari, Aldo
Nato a Roma nel 1888, rimasto precocemente orfano di entrambi i genitori, fu costretto a interrompere gli studi classici e a trasferirsi ad Alba, ospite di un parente, dove ottenne il diploma in viticoltura ed enologia. Nel 1910 si laureò in Scienze agrarie presso la Regia Scuola Superiore di Agricoltura di Milano, dove fu allievo di Arrigo Serpieri. Docente ambulante di agricoltura a Siena, nel 1912 si specializzò in scienze forestali presso l'Accademia forestale di Tharandt (Sassonia) e, in seguito, dal maggio del 1913 entrò nel Corpo Reale delle Foreste, destinato a Firenze come sotto-ispettore forestale aggiunto. Nel 1914 collaborò al trasferimento da Vallombrosa a Firenze dell'Istituto forestale, divenendo assistente alla cattedra di selvicoltura e tecnologia del neonato Regio Istituto superiore forestale nazionale.
Richiamato nel 1916, partecipò alla guerra presso il comando supremo, come ufficiale forestale addetto all’approvvigionamento dei legname. Di questo periodo è la pubblicazione del suo lavoro più conosciuto, Studio preliminare sulla coltura delle specie forestali esotiche in Italia.
Dal 1919 al 1922 Pavari fu amministratore della foresta demaniale di Vallombrosa, e dal 1924 Direttore della istituita Stazione sperimentale di selvicoltura, nata come cattedra sperimentale di Selvicoltura del Regio Istituto Superiore Agrario e Forestale di Firenze. Mantenne questo incarico fino al 1960, anno della morte. Per quanto riguarda l’attività accademica, dopo che l’Istituto superiore agrario e forestale fu trasformato in facoltà di agraria (1936), vi proseguì l’insegnamento di ecologia forestale e selvicoltura fino al 1943, mentre, dal 1944 al 1958, fu incaricato di botanica forestale.
Progettò e diresse anche le opere di alberatura delle bonifiche di Arborea in Sardegna, e quella dell’Agro pontino; diresse il Centro studi sul castagno del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) e fu fra i soci fondatori dell’Accademia italiana di scienze forestali.
Morì a Firenze nel 1960.
